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Leggi Napoli, e pensi Maradona. Da sempre é così, lo testimoniano i "tutto esaurito" dappertutto,
parlano i risultati che grazie al suo apporto la squadra é riuscita a raccogliere. Tutto di lui e' stato
detto e scritto, ma venne a giocare a Napoli perchè sapeva che solo qui poteva "essere Maradona"
come voleva lui, con l' affetto, la sincerità che desidera, e con le prospettive concrete di altre
conquiste che quella società e quella squadra gli hanno dato. "Ho vinto a casa mia" disse quel
pomeriggio di maggio, dopo che l' arbitro chiuse la partita con la Fiorentina e apri' le dighe di
una gioia senza fine. "In Messico vinsi il campionato del mondo ma non provai la stessa
emozione che ho vissuto qui: qui a Napoli tutto mi appartiene, in tutto vengo coinvolto,
mi
sento protagonista. E' bello vivere qui".Eppure la vicenda dell'arrivo di Maradona al Napoli é stata molto travagliata:
tra continue smentite e conferme il Napoli riesce a perfezionare l'acquisto del campione solo pochi minuti prima della chiusura del calciomercato.
è il 30 giugno,quando mancano poche ore al termine ultimo per il trasferimento dei giocatori stranieri
Nunez invita Juliano a un colloquio;é fatta!Juliano rintraccia Ferlaino a Milano e gli chiede di precipitarsi in Spagna.
Cinque ore in tutto per andare e tornare con un aereo privato,firmare il contratto
e poi depositarlo in Lega,prima di mezzanotte.Per far prima l'incontro viene fissato direttamente
all'areoporto.Diego é a pochi passi e quando Juliano gli comunica il buon esito della
trattativa,gli vengono le lacrime agl'occhi e dichiara:"sono un bambino nato da poche ore!"
La notizia rimbalza a Napoli in simultanea.Le TV locali interrompono i programmi.Il popolo si riversa
per le strade e ovunque si formano caroselli di auto strombazzanti.Nelle agenzie di lotto
il numero più giocato é il 10,il numero di Maradona.Il 16 settembre 1984, l' esordio: tanti applausi all'
ingresso, una mazzata alla fine, sconfitta per 3-1.La domenica successiva il primo gol italiano,
alla Sampdoria, ma nemmeno quello bastò per vincere ad un Napoli ancora mediocre. Il
5 luglio di quell' anno, quattro giorni dopo quel blitz di Totonno Juliano che lo strappo' al
Barcellona, sessantamila napoletani gli giurarono fedeltà a scatola chiusa: 67.400 di loro
fecero code davanti ai botteghini per sognare col Napoli di Maradona;
eppure dovette
subire le frecciate di Vinicio, le ironie di Lorenzo, e quelle dell' immancabile Boskov:
cosa abbiano vinto successivamente questi allenatori e' un mistero. Maradona e' leader di
quel"napolino" '84-'85 che ancora non decolla: Marchesi con la sua flemma lavora sodo,
ma i risultati non arrivano; primo anno 14 gol di Diego, ma il resto della squadra non lo
asseconda. Cresce invece l' anno dopo: c'é Bianchi alla guida e qui inizia la costruzione
del miracolo. Nonostante un ginocchio che fa le bizze e le conseguenti polemiche, Diego
mantiene la squadra a galla; dopo un inizio stentato, trova il passo giusto: Juve e Roma
sono lontane davanti, ma il nuovo Napoli ha individuato la strada buona. Ritornera' in Europa
grazie al 3° posto. Nel frattempo Diego vince praticamente da solo il mondiale di Messico
'86 e per il Napoli e' il preludio di una festa. Solo poche parentesi oscure in una stagione
d' oro: il "caso-Sinagra", scoppiato alla vigilia della trasferta di Tolosa dove il Napoli
perderà a causa di un rigore fallito da Maradona (una ragazza napoletana, amica della
fidanzata di Hugo, suo fratello, sostiene di aver avuto un figlio dal campione) proprio
mentre Claudia, la compagna di Diego (adesso sua moglie), annuncia di essere incinta.
L' '87 si apre con una polemica dopo la sconfitta di Firenze ("hanno giocato in dodici")
riferendosi all' arbitro Lanese: puntuale scatta la squalifica a Maradona, con tentennamenti
verso la proposta di rinnovo di contratto, con critiche per i frequenti viaggi transoceanici,
dall' Argentina al Giappone per ricevere premi , giocare partite e firmare contratti; ma la
stagione si chiude con due trionfi: in un mese il Napoli conquista scudetto e Coppa Italia.
Non esiste strada o vicolo dove non appaia il suo volto o il suo nome; grazie a lui, Napoli
ha creato lavoro e guadagno per centinaia di persone , dai cantanti degli inni vari (ne sono
state scritte a decine, sono la colonna sonora dei pomeriggi la San Paolo) ai costruttori
di "parrucche di Maradona", "orecchini di Maradona", senza contare degli scontatissimi
poster, bandiere e accessori affini. E con l' aggiunta della "pizza alla Maradona",
ovviamente al peperoncino "perchè solo cosi' é forte come lui". Il 20 dicembre, il giorno
del centesimo anniversario con la maglia del Napoli (e del 2000° gol della squadra)
l' hanno svegliato di buon mattino: cinque pescatori di Capri, con chitarra e mandolino si
sono appostati sotto la finestra e con una serenata gli hanno augurato il buongiorno. Lo
chef della squadra, Raffaele Maresca gli ha preparato una crostata personalizzata alla
frutta; Salvatore Carmando, il mago dei suoi muscoli che l' ha seguito ovunque dal
Messico al Giappone, gli ha strizzato l' occhio e lo ha abbracciato, e' stato piu' che
sufficiente. I compagni di squadra hanno trovato nuove e significative parole di
ammirazione ed affetto: BEPPE BRUSCOLOTTI fu colui che sin dall' inizio manifesto'
concretamente a Maradona la sua stima: "Gli passai senza problemi la fascia di capitano,
ero sicuro che l' avrebbe onorata.
Il suo arrivo a Napoli ha rappresentato una svolta per
tutti e il coronamento di un sogno per me, che da vent' anni sognavo lo scudetto".
MORENO FERRARIO aggiunge: "All' inizio lo guardavo con ammirazione e curiosita'.
Oggi, dopo quasi quattro anni, non ho ancora finito di stupirmi per quello che riesce a
fare con la massima naturalezza". CIRO FERRARA: "Non smetto mai di imparare
qualcosa" E infine SALVATORE BAGNI, che molti hanno messo alla pari di
Maradona tra gli indispensabili di questo Napoli: "No, l'unico indispensabile e' lui.
Non ha mai creato problemi nello spogliatoio, anzi la nostra forza deriva proprio
da questa eccezionale armonia. Fuori dal campo, poi, Diego é un ragazzo di grande
compagnia, eccezionale". In otto anni Maradona si é costruito una fama immensa,
una fortuna altrettanto immensa, una popolarità che pochi al mondo possono
condividere. Non ha mai smesso di amare Napoli, come Napoli mai si stanchera'
di amare lui. In questo eroe di due mondi (ha vinto il campionato mondiale juniores
nel 1979 in Giappone, lo scudetto d' Argentina nell' 1981 col Boca Juniors, la Coppa
del Re e la Coppa di Lega col Barcellona nel 1983, il campionato del mondo in
Messico nel 1986, due scudetti 1986-'87 1989-'90 una Coppa Italia nel 1986-'87 una
Coppa Uefa nel 1988-'89 e infine una Supercoppa di Lega italiana nel 1991, tutto
con il Napoli) Napoli ha trovato il personaggio il simbolo, il "SanGennaro"
riveduto e corretto in cui credere e sperare.

DIEGO IN CIFRE -Il romanzo napoletano di Diego si puo' riassumere in questi numeri: 2641 i giorni vissuti a Napoli, 7 cmpionati, 188 partite, 2 scudetti, 1 coppa Uefa, 116 gol, 1 titolo di capocannoniere (nell' 87-88 con 15 reti), 1 titolo mondiale e 2 secondi posti nelle edizioni successive. |